• logo CLUJ
  • summer school

  •                     european_modernism_studies
  • 2nd CEMS conference
    Cluj-Napoca,Romania 2-4 May 2018

  • Vienna Irish Studies and Cultural Theory Summer School
    10–14 July 2017

  • European Modernism Studies
    from April 5th

Almada Negreiros di Valeria Tocco (Università di Pisa)

 

La modernità polimorfa di Almada Negreiros. A proposito di una mostra.

 

Ser moderno não é fazer a caligrafia moderna, é ser o legítimo descobridor da novidade

[Essere moderno non è usare una calligrafia moderna, è essere il legittimo scopritore della novità]

Almada Negreiros, O Desenho [Il disegno], 1927

 

            Mi è grato essere di nuovo qui a Perugia per introdurre la Mostra Almada Negreiros, artista prismatico che Sara Afonso Ferreira, Luis Gaspar e Mariana Pinto dos Santos avevano organizzato per il Congresso Internazionale Almada Negreiros: un trait d’union tra arti e cuture, svolto all’Università di Pisa nel giugno 2015 (https://almadanegreirospisa2015.wordpress.com/). Nel riproporla qui a Perugia, non abbiamo potuto inserire la sezione multimediale, con le interviste di Almada e la presentazione di alcune opere o intrasportabili o rare come i modelli per il Cine San Carlos di Madrid o il pannello Começar (1969), che avrò modo di citare in questa breve chiacchierata.

 

Leggi tutto...

LABORINTUS, SESSANT’ANNI DOPO: SANGUINETI, L’AVANGUARDIA E IL MODERNISMO

1.

I

l 9 dicembre di 85 anni fa nasceva Edoardo Sanguineti (1930-2010), uno dei poeti e intellettuali italiani più importanti del secondo Novecento. Questo è il primo pretesto alla base delle riflessioni che seguono, le quali muovono però anche da una seconda considerazione: ci avviciniamo, infatti, al sessantesimo anniversario dell’uscita di Laborintus, opera prima di Sanguineti, pubblicata nel giugno 1956 dall’editore Magenta di Varese. Ad oggi, Laborintus resta un’opera relativamente poco studiata (anche se va segnalato, almeno, il ricco commento di Erminio Risso, 2006), e ancora meno presente nei programmi delle scuole superiori; in quest’ultimo ambito, semmai, si preferisce il Sanguineti comico di Cataletto (1981), quello neo-crepuscolare di Novissimum Testamentum (1982), o quello brechtiano delle Ballate (1982-1989). Che piacciano o meno, tutte opere leggibilissime, senz’altro più di Laborintus; il quale, al contrario, conserva la fama di testo caotico e indecifrabile. Ma davvero, quando sfogliamo le 27 sezioni che compongono il volume, ci troviamo di fronte alla «sincera trascrizione di un esaurimento nervoso», come voleva Andrea Zanzotto?i Davvero la nostra attesa di senso non può che rimanere frustrata?

Leggi tutto...

IL NOVECENTO MODERNISTA (RISPOSTA PUBBLICA A UNA DOMANDA PRIVATA DI UN INSEGNANTE)

È

un dato, e qualunque docente può tentare l’esperimento nella propria classe, che ogni secolo finisce per ottenere un’unica definizione di poetica, sebbene la poetica che riesce a dare il proprio nome al lungo periodo si esaurisca nel giro di pochi decenni: così il Seicento è sinonimo di Barocco, il Settecento è nella percezione comune tutto illuminista, l’Ottocento è romantico, mentre il Novecento… ancora non si sa.

Leggi tutto...

MODERNISMO, AVANGUARDIE, ANTIMODERNISMO

La categoria critica di “modernismo” è segnata ancora, come si denunciava già trent’anni fa, da vaghezza e ambiguità(1). Ma se da un lato manca della precisione di altri “ismi” a cavallo fra Ottocento e Novecento, dall’altro però ha avuto così grande fortuna nella cultura anglo-americana, e successivamente, sulla sua scorta, nella critica continentale europea, da divenire ormai «inevitabile» (2).

Bisogna notare intanto che il termine viene oggi usato perlopiù in una accezione nuova e autonoma rispetto a quella originaria. Esso risale a Rubén Darìo che lo impiegò per la prima volta alla fine degli anni ottanta dell’Ottocento per indicare il programma letterario promosso da lui stesso e da un gruppo di poeti latinoamericani. In seguito anche ai viaggi di Darìo in Spagna, il movimento si diffuse nella letteratura di questo paese protraendosi sino alla prima guerra mondiale. Ma si tratta di una tendenza profondamente legata alla cultura decadente e al simbolismo francese “fin de siècle” e dunque non assimilabile a quella che noi oggi chiamiamo con lo stesso nome. All’inizio del Novecento il termine si diffuse, soprattutto in Italia, per indicare un fenomeno religioso che intendeva conciliare evoluzionismo e cattolicesimo e che perciò fu condannato come eretico da papa Pio X nel 1907. Infine la critica degli anni trenta chiamò “modernismo” il movimento letterario di avanguardia attivo a Lisbona intorno a Pessoa e alla rivista (effimera, peraltro) «Orpheu» alla metà degli anni dieci e fiorito in Brasile negli anni venti, a partire dalla Settimana d’arte moderna di Sâo Paulo nel febbraio 1922. Come si vede, sono fenomeni diversi fra loro, di natura letteraria o religiosa, che, oltre al nome, peraltro significativo perché allude a un rinnovamento, hanno in comune il dato cronologico: risalgono tutti al periodo a cavallo fra Otto e Novecento o all’inizio del nuovo secolo.

Leggi tutto...